E’ MAI AVVENUTO IL BIG BANG? IL NOSTRO UNIVERSO SI ESPANDE O CRESCE?

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Se l’espressione non fosse diventata così famosa e leggendaria, si potrebbe pensare al nome di un negozio di fuochi d’artificio oppure allo slogan di una campagna pubblicitaria.

In realtà, “Big Bang”, letteralmente “grande botto”, descrive ciò che comunemente gli scienziati considerano l’evento istantaneo che diede vita all’universo più di 13 miliardi di anni fa. Questa singolarità ha generato una palla di fuoco ultra compatta, ancora oggi in rapida espansione.

Le prime ipotesi di una teoria che prevedesse l’espansione del cosmo furono formulate da Georges Lemaître con quella che lui chiamò “ipotesi dell’atomo primitivo”, basandosi sulle equazioni della relatività generale di Albert Einstein. Lemètreh, cattolico gesuita, ipotizzò l’esistenza di un “uovo cosmico primordiale” da cui tutto ebbe inizio.

Un ulteriore sviluppo alla teoria fu dato da Edwin Hubble, il quale scoprì che la distanza delle galassie più lontane è proporzionale al loro spostamento verso il rosso. Il dato venne interpretato come effetto dell’espansione uniforme dello spazio cosmico. Di conseguenza, portò a concludere che l’Universo, in passato, doveva essere più piccolo, più denso e molto più caldo.

Tuttavia, nel corso degli anni, la teoria del Big Bang si è attirata uno stuolo di avversari e contestatori, i quali credono di aver trovato gli argomenti giusti per sbarazzarsi del “grande botto”.

Eric Lerner, scrittore e divulgatore scientifico, fece una prima incursione nel 1991, con il libro: “Il Big Bang non c’è mai stato”, nel quale viene descritto un universo dominato dalla fisica del plasma, come proposto dal premio Nobel Hannes Alfvèn nel 1960. Le osservazioni astronomiche degli anni 90 hanno poi contraddetto molte delle idee proposte da Lerner.

Il Big Bang viene spesso ridicolizzato in alcuni articoli di matrice creazionista, accanto all’evoluzionismo di Charles Darwin. Secondo costoro, il Big Bang si adatta così bene alla teoria dell’evoluzione da spingere Dio così lontano nello spazio e così indietro nel tempo, da eliminarlo del tutto.

I critici della teoria del Big Bang sostengono che esiste un gruppo elitario di astronomi con il compito di sminuire e sopprimere eventuali teorie alternative alla cosmologia del grande botto primordiale.

Christof Wetterich, un fisico teorico presso l’Università di Heidelberg, Germania, ha elaborato una nuova teoria radicale. Il ricercatore sostiene che l’espansione dello spazio sia solo un’illusione e che l’universo non stia andando da nessuna parte. Anzi, è più probabile che sia in una fase di contrazione.

Lo spostamento verso il rosso della luce delle galassie non sarebbe dovuto all’espansione dello spazio, ma ad un aumento lento e costante della massa dell’universo. Quindi, il nostro universo non sta diventando più grande, ma più pesante!

Alcuni astrofisici hanno commentato la teoria valutandola come un’affascinante alternativa su cui vale la pena riflettere. Altri, invece, la considerano un punto di vista alternativo alla cosmologia attuale, piuttosto che un modello concorrente al Big Bang.

Altri ancora, in maniera più sbrigativa, considerano la teoria di Wetterich uno scherzo! Ma la comunità scientifica non è intenzionata a coalizzarsi contro lo scienziato per sgonfiare la sua ipotesi, come sostengono alcuni teorici della cospirazione.

Il cervello olografico in un universo olografico

Misteriose onde radio dalle profondità del Cosmo

Se la teoria di Wetterich fosse corretta, significherebbe che l’interpretazione di tutti i dati spettrali è sostanzialmente errata. Le galassie sembrano sempre più rosse, e quindi sempre più distanti, non per l’espansione dello spazio, ma perchè tendono ad aumentare la loro massa nel tempo. Quindi, non un universo in espansione, ma un universo in crescita!

Questo costante aumento di massa nel corso del tempo sarebbe proporzionale alla distanza delle galassie: più sono lontane, più sono massicce e, quindi, antiche.

Secondo Witterich, il pregio di questa teoria sta nel liberarsi dal concetto di un universo derivante spontaneamente dalla singolarità primordiale, un seme quantistico infinitamente denso che ha preceduto la comparsa del tempo e dello spazio.

Questo potrebbe significare che il cosmo potrebbe essere immobile, un pò più simile all’universo stazionario proposto da Fred Hoyle più di mezzo secolo fa. Certo, per le nostre categorie mentali è difficile immaginarci un universo che esista da sempre e che esisterà per sempre.

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